I finanziamenti alle imprese delle costruzioni della Sardegna calano e costano sempre di più. I prestiti alle realtà isolane, infatti, sono diminuiti dello 0,8%, contro la crescita media nazionale dello 0,7%, mentre i tassi d’interesse hanno toccato il 7,29% contro la media nazionale del 6,04%.

E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dall’ultima rilevazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sul credito alle imprese delle costruzioni e dell’edilizia, che ha analizzato i dati territoriali aggiornati a fine 2025 e le proiezioni per il 2026.

Un settore che resiste e prova a investire, quello delle costruzioni, ma che viene frenato da un sistema creditizio che nell’Isola applica condizioni tra le più severe d’Italia.

Nella classifica nazionale che analizza i finanziamenti alle imprese delle costruzioni, con il calo dello 0,8% la Sardegna è 11esima; apre la Lombardia con una contrazione del 6,4%, seguita dalla Toscana con un -6%. Chiude il Friuli con una crescita del 14,6% preceduto dalle Marche con il 5,6%, contro la media nazionale del -2,4%. La stretta creditizia, in ogni caso, sta colpendo duramente tutte le piccole imprese sarde (fino a 20 addetti) che registrano una contrazione dei prestiti del -2,4%, un dato peggiore rispetto al calo del -2,1% rilevato per il totale delle imprese regionali.

L’analisi dice anche come le imprese edili del territorio regionale subiscano il costo del denaro più alto del Paese, seconde solo alla Valle d’Aosta con il 7,67%.

Infatti, il Tasso di Interesse Annuo Effettivo (TAE) applicato alle imprese delle costruzioni sarde ha raggiunto il 7,29%, un valore astronomico se confrontato con la media nazionale del settore (6,04%) e con regioni come il Trentino-Alto Adige, dove il tasso si ferma al 5,23%. Rispetto a giugno 2022, prima dell’avvio della stretta monetaria della BCE, il costo del credito per le costruzioni in Sardegna è lievitato di ben 201 punti base.

I dati confermano una criticità che denunciamo da tempo – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegnale imprese delle costruzioni sarde continuano a essere penalizzate da un accesso al credito più difficile e più costoso rispetto al resto del Paese. Mentre a livello nazionale si registra una ripresa dei finanziamenti, in Sardegna assistiamo ancora a una contrazione dei prestiti che rischia di frenare investimenti, innovazione e crescita”. “È particolarmente preoccupante il livello dei tassi di interesse applicati alle nostre imprese edili, tra i più elevati d’Italia – continua Melonipagare il denaro oltre un punto percentuale in più rispetto alla media nazionale significa sostenere costi aggiuntivi che riducono la competitività delle aziende e ne limitano la capacità di programmare nuovi interventi e assumere personale”.

Tutto questo in un panorama dove l’edilizia artigiana sarda vanta un primato strutturale unico: la Sardegna è la prima regione in Italia per dimensione media delle imprese artigiane dell’edilizia, con 2,49 addetti per impresa, staccando nettamente la media nazionale di 1,85.

L’analisi provinciale, quindi, conferma l’enorme rilevanza dell’artigianato nel tessuto produttivo locale. Nuoro si conferma la seconda provincia in Italia per incidenza degli addetti dell’artigianato sul totale del settore costruzioni (72,1%), seguita da Oristano al sesto posto nazionale con il 66,5%.

Eppure il comparto delle costruzioni continua a rappresentare una delle colonne portanti dell’economia sarda – sottolinea il Presidentela forte presenza dell’artigianato, la dimensione media delle imprese superiore alla media nazionale e il ruolo centrale che il settore svolge nei territori dimostrano una grande capacità imprenditoriale. Per questo chiediamo interventi concreti per garantire condizioni di accesso al credito più eque, indispensabili per sostenere sviluppo, occupazione e crescita dell’intera Isola”.

A livello di struttura aziendale, la provincia di Cagliari guida la classifica regionale per numero di dipendenti nelle imprese artigiane (con un’incidenza del 56,7% sugli addetti), seguita da Sassari (50,8%). Il Sud Sardegna brilla invece per la capacità di fare impresa strutturata: qui il 48,8% delle ditte artigiane dell’edilizia ha dipendenti, contro una media nazionale del 28,1%.

I dati quindi confermano la salute e la struttura delle imprese, capaci di dare lavoro più della media nazionale, ma sono vittime di uno shock finanziario asimmetrico – conclude Melonicon un patrimonio abitativo da rinnovare e le sfide del PNRR, non possiamo permettere che il caro-tassi soffochi i cantieri. Serve un intervento deciso per riallineare i costi del credito sardi alla media nazionale e sostenere le MPI nel loro percorso di metamorfosi green e digitale”.