Anche in Sardegna, per rinfrescarsi dalla canicola d’agosto, non c’è di meglio del gelato rigorosamente artigianale. Lo sanno bene i sardi che nel 2025 hanno speso 37 milioni di euro, in media 50 euro a famiglia, per coni, coppette, granite, ghiaccioli e sorbetti, con una previsione della spesa al rialzo per il 2026. Tutto realizzato da 173 gelaterie, di cui 114 rigorosamente artigiane che rappresentano il 65,9% di tutte le attività del settore dell’Isola.
E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dalla ricerca più fresca dell’estate realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati Unioncamere-Infocamere e Agenzia delle Entrate.
A livello nazionale la maggiore spesa si ha in Lombardia con 290 milioni di euro, seguita dal Lazio con 185 e dalla Campania con 176, per un totale nazionale di 1miliardo e 800milioni di euro. Va considerato, in ogni caso, che il perimetro dell’artigianato del gelato è comunque più ampio, coinvolgendo i segmenti delle pasticcerie che producono dolci con il gelato e dei laboratori che producono gelati senza vendita al dettaglio. In tal senso precedenti analisi hanno valutato che il 43,8% della spesa delle famiglie è intercettabile da parte delle gelaterie artigianali e micro e piccole imprese a vocazione artigiana.
Per ciò che riguarda il totale delle gelaterie artigiane, la classifica è sempre aperta dalla Lombardia con 1.587 imprese, seguita dal Veneto con 1.094 e dall’Emilia Romagna con 1.053. In Italia, nel totale, i laboratori del gusto sono oltre 9.300.
L’analisi ha anche rilevato come tra il 2021 e 2025, il costo dei gelati sia cresciuto del 39,6% in concomitanza dell’aumento del +30% dei costi dell’energia (con i frigoriferi che rimangono accesi 24 ore su 24) e delle materie prime; tra gli incrementi maggiori quelli del cacao, cresciuto del 45,5%, dello zucchero, +33,3%, del latte, +23,4%, delle nocciole, sono salite tra il 30 e 40%, e dell’amarena, con un +40%. Secondo i mastri gelatieri, sotto accusa anche il caro carburante ha fatto salire il prezzo di tutto ciò che viene trasportato, comprese le materie prime che finora erano state risparmiate. Da aggiungere anche l’impennata dei costi dei prodotti biodegradabili come coppette e cucchiaini. Gli artigiani del gelato sottolineano come le imprese abbiano assorbito la maggior parte dei costi, limando i guadagni, pur di non perdere clienti e rischiare di uscire dal mercato.
“La genuinità delle specialità artigiane della gelateria – sostiene il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni – fa muovere l’economia sarda e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Sardegna in Italia e nel mondo”. “Non esistono limiti alla fantasia dei produttori di gelato – continua il Presidente – ma, al di là delle ricette più o meno eccentriche per accontentare tutti i palati, rimane una certezza: quella che i prodotti artigiani sono realizzati secondo tecniche tradizionali, con materie prime rigorosamente fresche, e con un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.
Ed è anche per questo che Confartigianato, insieme ad altre Associazioni di Categoria, ha avanzato in Parlamento la proposta di istituire la denominazione “Gelato di tradizione italiana”, con l’obiettivo di tutelare il prodotto e il comparto. L’iniziativa mira a valorizzare una delle eccellenze del patrimonio alimentare nazionale, distinguendola nettamente dalle produzioni industriali. Alla base della richiesta c’è un disciplinare che definisce caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione. Il “Gelato di tradizione italiana” dovrà essere realizzato con materie prime fresche e genuine, preferibilmente di origine nazionale. Il prodotto finale sarà il risultato diretto della competenza professionale del gelatiere, che trasforma ingredienti selezionati in un alimento fresco, non assimilabile ai prodotti congelati di derivazione industriale. L’introduzione della denominazione intende offrire ai consumatori uno strumento chiaro per distinguere qualità, metodo di lavorazione e origine degli ingredienti. Oltre a garantire maggiore trasparenza, il marchio punta a premiare la professionalità dei gelatieri e a rafforzare il legame indissolubile tra il gelato e le produzioni agroalimentari del territorio. L’obiettivo è istituire la denominazione “Gelato di tradizione italiana” per riconoscere, tutelare e valorizzare la qualità del gelato artigianale e il lavoro dei professionisti del settore. Il disciplinare stabilisce l’obbligo di utilizzare materie prime fresche e genuine, preferibilmente italiane, definendo standard rigorosi per la lavorazione e la preparazione del prodotto.
“Oltre ad essere un piacere per il gusto e a regalare una piacevole sensazione di freschezza – aggiunge– il gelato artigianale è un alimento completo ed equilibrato, in grado di fornire il giusto apporto di nutrienti come proteine, zuccheri e grassi. E nei sorbetti a base di frutta non mancano nemmeno le vitamine. Un prodotto sano, realizzato con ingredienti autentici e rappresentativo del territorio, che va salvaguardato dalle imitazioni presenti sul mercato”.
“L’elevato numero di gelaterie artigianali attive in Sardegna, insieme alla crescente richiesta di gelato artigianale anche nei mesi non estivi – sottolinea Meloni – conferma come i consumatori sardi continuino a privilegiare un prodotto di qualità, realizzato con ingredienti freschi e naturali, privo di conservanti e additivi chimici e preparato secondo lavorazioni tradizionali che non prevedono l’incorporazione di aria per aumentarne il volume. Inoltre, un numero sempre maggiore di gelatieri presta attenzione alle diverse esigenze alimentari della clientela, proponendo soluzioni adatte a chi presenta intolleranze o segue particolari regimi alimentari”. “È proprio il concetto di “artigianale” a rappresentare il vero elemento distintivo – aggiunge – poiché il gelato prodotto in una gelateria artigiana nasce da una lavorazione accurata, fondata sull’impiego di materie prime genuine e su tecniche manuali tramandate nel tempo. Per questo motivo è fondamentale utilizzare con attenzione questa definizione, che richiama il valore del lavoro artigianale e la freschezza che caratterizza queste specialità dolciarie”.
Soltanto latte, uova, zucchero e frutta e tanta fantasia.
Una ricetta semplice, nutriente e genuina quella del gelato artigianale che piace sempre più ai sardi e al resto degli italiani, e che nel nostro Paese viene venduto il 600milioni di porzioni, con l’aumento esponenziale delle consegne a domicilio.
E per soddisfare la richiesta di ogni tipo di consumatore negli ultimi anni è aumentato il numero dei gusti a disposizione con l’offerta che spazia ormai dalle tradizionali frutta e alle creme fino alle opzioni vegan e di gastronomia.
Da una indagine condotta da Confartigianato Alimentazione, l’offerta di gusti è quasi illimitata. Circa 600 quelli che si possono degustare ma la lista è in continua evoluzione. Tra le richieste dei sardi primeggiano “fragola”, “cioccolato” seguiti da “nocciola”, “limone”, “crema”, “pistacchio” e “stracciatella” anche se non perdono colpi neanche i sempreverdi “tropicana”, “limoncello”, “tè verde”, “arcobaleno” o addirittura “loacker”. Per chi ha problemi di dieta (uno su dieci), ecco il gelato alla soia. Nella nostra isola, invece, crescono anche i gusti locali come “sebadas”, “mirto” e “pardula” o persino i gusti al formaggio. Ma ci sono anche i gusti cheesecake con crumble e cocco e anche “pane burro e marmellata” fatto con il burro delle fattorie.
Ma come distinguere un gelato artigianale da uno industriale? Il gelato artigianale ha colori naturali e tenui. Il colore deve riflettere fedelmente l’ingrediente principale. Un gelato al pistacchio sarà verde chiaro, quasi marrone-verde pallido, non verde brillante o fluorescente. Un gelato alla fragola sarà rosato tenue, non fucsia. I colori troppo vivaci o fluo sono un segnale di allarme. Spesso succede che qualcuno travasi il gelato industriale in vaschette singole. Di solito le gelaterie davvero artigianali hanno il laboratorio annesso al negozio.
“All’interno del comparto dei prodotti freschi a base di latte, il gelato artigianale si distingue per qualità e sicurezza, valorizzando le eccellenze agroalimentari locali – conclude il Presidente – in ambito europeo si sta lavorando per definire norme chiare che possano tutelarlo, guidando i consumatori verso scelte alimentari più consapevoli: cibi più sani, nutrienti, gustosi e realizzati con tecniche sostenibili, in grado di promuovere una produzione di qualità, come quella del gelato artigianale, riconosciuta anche come un’opportunità economica strategica per l’Europa”.