Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia valgono 46 milioni di euro di esportazioni dalla Sardegna per la vendita di prodotti chimici, macchinari, legno ma anche alimentari e bevande.

Sono questi i numeri, e i settori, dei nuovi mercati cui puntano le imprese sarde e italiane, in un periodo nel quale piazze commerciali consolidate e tradizionali, a causa della complessa crisi internazionale, diventano sempre più chiuse e difficili da frequentare.

L’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sull’export dall’Isola verso i Paesi del Sud America del 2025, dice di un mercato ancora tutto da analizzare, esplorare e da conquistare.

Su 46milioni di euro di esportazioni 33 riguardano i prodotti chimici, 10 i macchinari, 1,3 il legno, 384mila le apparecchiature elettriche, 368 gli alimentari, 208 il metallo, 123 le bevande e 67 la gomma. Il resto è distribuito in altri beni minori.

Sul totale in Brasile va il 60% delle esportazioni sarde, in Argentina il 38,5%, in Uruguay lo 0,8%, in Paraguay lo 0,1%. Nulla in Bolivia.

L’export sardo nell’America meridionale rappresenta lo 0,8% di tutte le esportazioni isolane in un mercato che vede l’UE a 27 assorbire 1milardo e 800milioni, l’extra UE 4miliardi e 300 per un totale di oltre 6 miliardi.

L’articolata situazione politica internazionale, che inizia a ripercuotersi anche sull’export di beni e servizi in mercati esteri finora consolidati come, per esempio, quelli degli Stati Uniti – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegnasta costringendo, e costringerà sempre più, le imprese sarde a guardare, con sempre maggiore interesse a piazze economiche fino ad adesso non particolarmente frequentate o, addirittura, per niente esplorate”.

Per Confartigianato Sardegna, in un momento in cui molte imprese stanno cercando nuovi sbocchi commerciali, anche a seguito della chiusura o del rallentamento di mercati tradizionali, quest’area potrebbero rappresentare un’alternativa.

Siamo in una fase economica mondiale molto delicata – riprende Meloni e, come sistema delle micro, piccole e medie imprese, dobbiamo saper cogliere tutte le opportunità”. “Paesi come quelli del Mercosur e dell’India – aggiunge – rappresentano mercati importanti, con una domanda crescente di prodotti di qualità con elevati standard europei”.

Le analisi dicono come i mercati del Mercosur abbiano indubbiamente grandi potenzialità: il Made in Italy, soprattutto di alta gamma, è apprezzato e riconosciuto come sinonimo di qualità, stile e unicità, difficilmente replicabile. Allo stesso tempo, i dazi finora esistenti hanno spesso frenato l’ingresso di molte imprese, soprattutto artigiane, che ora potrebbero guardare a queste aree con interesse. Tuttavia, la riduzione delle barriere tariffarie da sola non basta: servono accompagnamento, informazioni chiare e strumenti adeguati a consentire alle piccole imprese di competere davvero.

Puntare su questi mercati è giusto, ma l’internazionalizzazione non può poggiare su un’unica direttrice – ragiona Meloniservono strategie plurime, diversificazione e politiche di supporto concrete, perché l’apertura commerciale sia un’opportunità diffusa e non un rischio concentrato.

La strategia di internazionalizzazione di Confartigianato Sardegna, per questo, è sempre stata quella di accompagnare le imprese verso mercati diversificati, stabili e in crescita – rimarca il Presidente di Confartigianato Sardegna internazionalizzare, oggi non significa solo cercare nuovi sbocchi commerciali, ma dotare nostre imprese di strumenti per affrontare un commercio globale sempre più selettivo, regolato e competitivo, dove la gestione del rischio geopolitico e operativo è parte integrante della strategia d’impresa”.

In conclusione, per il Presidente di Confartigianato Sardegna, la diversificazione dei mercati esteri è fondamentale per mantenere la competitività delle imprese isolane, soprattutto di quelle artigiane. Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di rafforzare il mercato interno: “Sostenere la domanda interna, valorizzare le filiere locali e creare condizioni favorevoli agli investimenti è fondamentale per accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e sviluppo sostenibile”.