Il “pane surgelato o precotto” non potrà più chiamarsi o essere venduto come “pane fresco”. I consumatori potranno finalmente distinguere con chiarezza la rosetta appena sfornata dai mastri fornai da quella prelavorata e precotta in quale parte del mondo, congelata e riscaldata nelle grandi strutture commerciali.
Esultano i panificatori di Confartigianato Imprese Sardegna per l’approvazione del disegno di legge, in Commissione Industria del Senato, sulla produzione e vendita del pane.
Tra i punti qualificanti del provvedimento la definizione chiara di “pane fresco”, riservata esclusivamente al prodotto ottenuto attraverso un processo produttivo continuo, senza ricorso a congelamento o tecniche di conservazione, e destinato alla vendita entro un arco temporale limitato. Viene inoltre vietato l’utilizzo improprio di denominazioni che possano trarre in inganno il consumatore, rafforzando così la trasparenza e la correttezza delle informazioni al pubblico. Nei punti vendita, il pane fresco dovrà essere chiaramente distinto da quello ottenuto da impasti surgelati o precotti, con scaffali separati e informazioni trasparenti. Per chi viola le regole sono previste sanzioni severe: l’uso improprio della dicitura “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con conseguenze fino alla sospensione dell’attività. Una stretta che mira a eliminare definitivamente ambiguità e pratiche commerciali scorrette che negli anni hanno disorientato i consumatori.
“Si tratta di una normativa molto importante perché restituisce valore al pane artigianale e garantisce ai consumatori un’informazione corretta – afferma Marina Manconi, Panificatrice e Presidente di Confartigianato Gallura – finalmente si fa chiarezza in un mercato dove troppo spesso le differenze non erano evidenti”. “Per i panificatori artigiani sardi – aggiunge l’imprenditrice della panificazione – questa rivoluzione rappresenta un riconoscimento fondamentale: da tempo sollecitiamo regole chiare per distinguere i nostri prodotti. Il provvedimento contribuisce infatti a contrastare la concorrenza sleale e a valorizzare il pane realmente fresco”. “Auspichiamo un iter legislativo rapido – auspica Manconi – affinché il settore della panificazione possa contare su norme che tutelano qualità, trasparenza e correttezza delle informazioni. Un cambiamento significativo per una delle produzioni più rappresentative della tradizione alimentare italiana”.
Secondo l’ultima analisi sul pane prodotto in Sardegna, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Istat, ogni giorno le 930 le attività di panificazione presenti in Sardegna sfornano, circa 3mila quintali di prodotto al giorno, equivalenti a 100mila tonnellate di prodotto fresco ogni anno, per oltre 800 i tipi di prodotto come infarinati, insemolati ma anche per Civraxiu, Coccoi, Moddizzosu, rosette, schiacciatine, baguette, bananine e lingue senza dimenticare il pane alla ricotta o quello con le olive.Per ciò che riguarda i consumi, sono 730.510 le famiglie sarde che in media spendono ogni mese circa 21 euro. Partendo da questi dati è possibile stimare che in media la spesa annua sostenuta da tutte le famiglie dell’Isola per l’acquisto di pane ammonta a 186 milioni di euro.
Per i panificatori di Confartigianato Sardegna, il profumo del pane fresco appena sfornato è inconfondibile e riempie l’animo di gioia e positività, così come è irresistibile l’assaggio di qualche prodotto da forno appena acquistato. Ma dietro questi gesti, c’è il lavoro degli artigiani che ogni notte panificano, preparando specialità sempre nuove e che utilizzano materie prime di qualità, sempre più ricercate, per offrire al consumatore un’esperienza gustosa per il palato, ma al contempo salutare.
“Questa normativa – riprende Manconi – assume un rilievo particolarmente significativo per il nostro territorio, dove il pane artigianale rappresenta non solo un prodotto alimentare, ma un elemento identitario profondamente radicato nella tradizione e nella cultura locale”.
Per Confartigianato, l’introduzione di criteri rigorosi e trasparenti consente finalmente di ristabilire condizioni di maggiore equità nel mercato, valorizzando il lavoro dei panificatori artigiani del territorio e garantendo ai cittadini un’informazione corretta e consapevole. Si tratta di un intervento atteso, che va nella direzione di rafforzare la fiducia tra produttori e consumatori e di tutelare la qualità delle produzioni locali».
“È ora fondamentale che il percorso legislativo si concluda in tempi rapidi e che le disposizioni previste trovino un’applicazione efficace, accompagnata da adeguati controlli – conclude la panificatrice e Presidente di Confartigianato Gallura – solo così sarà possibile dare piena attuazione agli obiettivi della norma, evitando il ripetersi di pratiche scorrette e assicurando una reale valorizzazione del pane artigianale sardo”.