La mangiano 8 sardi su 10, spendendo quasi 50 euro a testa, per un giro d’affari annuo di 79milioni di euro.

Tonda o al taglio, alla pala o fatta in casa, farcita e semplice, extralarge e al trancio, domani la pizza festeggia la sua Giornata Mondiale, istituita nel 2017, quando questa ha ricevuto il titolo ufficiale del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal Comitato UNESCO per la Protezione Culturale Immateriale.

Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Stampa di Confartigianato Sardegna, la passione per la pizza fresca e autentica continua a prosperare anche nell’Isola; infatti sono ben le 1.916 imprese attive nell’arte pizzaiola, con oltre 3.500 addetti, che contribuiscono all’offerta variegata di pizze che deliziano il palato degli appassionati.

“In occasione della giornata dedicata a uno dei cibi più amati in assoluto – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna celebriamo i pizzaioli artigiani che, grazie a competenza e dedizione, danno vita a creazioni uniche utilizzando materie prime regionali di altissima qualità”. “In Sardegna, come in tutta Italia – aggiunge Meloni – la pizza rappresenta una tradizione profondamente radicata, trasmessa nel tempo e custodita da professionisti che ne preservano l’autenticità. Ogni pizza racconta una storia fatta di sapori veri, ingredienti freschi e abbinamenti che esaltano la straordinaria ricchezza culinaria e identitaria della nostra Isola”.

Fin dall’antichità, i pezzi di focaccia, condita con i salatini, servivano come un pasto semplice e gustoso per chi non poteva permettersi i piatti, o che era in viaggio.

I gusti preferiti odierni? Non ci sono dubbi, stravince la Margherita, scelta dal 59,2% degli italiani. Secondo posto per la Diavola (23,5%), prediletta maggiormente dagli uomini (29%) rispetto alle donne (18%), in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni e consumata più nel Triveneto (30%) rispetto a Sud e Isole (18%). Sul terzo posto del podio si attesta la Quattro Formaggi (22.8%), preferita dalle donne (25%, over 50) e più diffusa nel Nord Italia. Strizzando l’occhio agli altri gusti più amati, Capricciosa e Quattro Stagioni riscuotono maggiori consensi tra gli over 50, dove l’apprezzamento supera il 20%. Il settimo posto, invece, è occupato dalla Focaccia (15%), ideale da servire in tavola per accompagnare un piatto di salumi.

Uno dei cibi italiani più popolari e tipici della tradizione gastronomica Made in Italy, resta anche uno dei prodotti più rappresentativi del foodservice italiano e continua a occupare un ruolo centrale nelle abitudini alimentari anche all’estero.

Sempre secondo i dati rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su fonte SIGEP, ogni anno in Italia vengono sfornate circa 2,7 miliardi di pizze, con un utilizzo significativo di materie prime: oltre 200 milioni di chilogrammi di farina, 225 milioni di chilogrammi di mozzarella, 30 milioni di chilogrammi di olio extravergine d’oliva e 260 milioni di chilogrammi di salsa di pomodoro. Nel corso del 2024 il numero delle pizzerie attive ha raggiunto quota 88.793, segnando una crescita prossima al 25% rispetto all’anno precedente. Un’espansione che si riflette anche sul piano economico: il giro d’affari complessivo del comparto supera i 15 miliardi di euro. I consumi restano elevati, con un consumo medio annuo che sfiora gli 8 chilogrammi pro capite e una frequenza che per molti italiani equivale a mangiare pizza almeno una volta alla settimana.

L’andamento della domanda evidenzia picchi ben definiti nei fine settimana, in particolare il sabato sera, momento clou per il settore. Sul versante dell’offerta, alla pizza classica si affiancano nuove proposte: tra queste spicca la pinsa, che continua a guadagnare spazio soprattutto nel consumo domestico, con una crescita degli acquisti stimata attorno al +7% nel 2024 rispetto all’anno precedente.

Segnali positivi arrivano anche dal mercato della pizza surgelata. Nel 2024 i consumi hanno registrato un incremento di circa +3,7%, raggiungendo le 66 mila tonnellate. Il canale retail si conferma il principale motore della crescita, con vendite in aumento del +5,8% a volume e del +4,7% a valore, per un fatturato complessivo stimato in circa 570 milioni di euro.

Sul fronte dei prezzi, il conto medio di una serata in pizzeria – comprensivo di pizza, bevanda, coperto e servizio – è aumentato nel 2024 di circa +4% rispetto al 2023 e di +16% rispetto al 2021. Restano marcate le differenze territoriali, con livelli di spesa più elevati nelle grandi città e nelle località a forte richiamo turistico.

Dall’Italia, dove ha avuto origine, la passione per la pizza si è diffusa in ogni angolo del mondo. Gli americani sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre, in Europa, sono gli italiani a guidare la classifica con 7,6 chili all’anno. Al secondo posto gli spagnoli, al terzo, a parimerito, francesi e tedeschi. All’estero, secondo gli ultimi dati disponibili, i ristoranti e le pizzerie gestite da italiani sono 72mila e incassano oltre 27 miliardi di euro l’anno.

La pizza è un tesoro del Made in Italy – riprende Meloni è uno dei prodotti in cui maggiormente si esprime il valore artigiano, perché include una particolare cura e manualità nella preparazione dell’impasto e una scelta accurata di ingredienti di qualità”. “Gli impasti sono ormai diversificati, si ricercano farine integrali e particolari, gli ingredienti spesso sono scelti tra prodotti a chilometri zero o di origine controllata – rimarca – le creazioni diventano sempre più gourmet. A tutti gli effetti è un’arte che si è diffusa nel mondo come eccellenza italiana e che unisce tradizione, innovazione e in certi casi anche ricerca”. “Ed è uno dei pochi settori che non va in crisi – conclude il Presidentema che deve saper soddisfare un palato sempre più raffinato e intenditore. Il mercato in questo è impietoso e la sfida per noi artigiani è proprio quella di mantenere saldi i nostri principi di qualità, tracciabilità dei prodotti e alla creazione di nuove ricette che soddisfino tutti i gusti. Diventa una sfida di filiera che unisce più settori, il primario, il secondario e il terziario”.

Il mercato mondiale della pizza

A livello globale, il mercato della pizza, comprendente ristorazione, take-away, delivery e prodotti industriali, ha raggiunto un valore stimato di oltre 150 miliardi di dollari nel 2024, con prospettive di crescita che potrebbero superare i 210 miliardi di dollari entro il 2033. Ogni giorno nel mondo vengono consumate miliardi di pizze, confermando questo prodotto come uno dei più diffusi e apprezzati a livello internazionale. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per valore, con un fatturato annuo superiore ai 40 miliardi di dollari, ma l’Italia resta il punto di riferimento culturale e qualitativo. Un ruolo strategico è svolto anche dalle pizzerie italiane all’estero, oltre 72.000 attività gestite da imprenditori italiani che generano complessivamente più di 27 miliardi di euro di fatturato annuo, contribuendo alla diffusione del Made in Italy nel mondo.

Un settore tra tradizione e innovazione

La pizza si conferma così un prodotto capace di unire tradizione gastronomica, valore economico e innovazione. Dalle pizzerie artigianali alle grandi catene internazionali, passando per l’industria alimentare, il settore continua a evolversi puntando su qualità delle materie prime, sostenibilità, nuove tecniche di impasto e modelli di consumo sempre più orientati al delivery e al digitale.

Un fenomeno che, partendo dall’Italia, continua a crescere e a raccontare nel mondo una delle storie di successo più iconiche del Made in Italy.