L’artigianato sardo continua la crescita e conquista il terzo posto in Italia, subito dietro alla Valle d’Aosta e al Trentino, per tasso di incremento del settore nel terzo trimestre del 2026. Tra luglio e settembre, infatti, le imprese artigiane dell’Isola hanno registrato 445 nuove iscrizioni e 333 cessazioni, con un saldo positivo di 112 attività e un tasso di crescita dello 0,33%. Al 30 settembre, lo stock artigiano complessivo ha raggiunto quota 33.858 imprese. È una performance che colloca la Sardegna sul podio nazionale, alle spalle della Valle d’Aosta (+0,79%) e del Trentino-Alto Adige (+0,37%), e davanti a regioni come Lazio (+0,31%) e Friuli-Venezia Giulia (+0,30%).

Sono questi i dati relativi alla demografia delle imprese artigiane sarde nel terzo trimestre di questo 2026, elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte Movimprese e dati Infocamere-UnionCamere.

“Pur essendo variazioni percentuali contenute, per il nostro settore rappresentano dei segnali positivi  e consolidano una tendenza che va avanti da parecchi trimestri – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – anche in considerazione del fatto che a livello nazionale il ritmo di crescita dell’artigianato rallenta, al contrario, la nostra Isola consolida la propria capacità di generare nuove attività e continua a migliora i risultati”. “Un andamento che valorizza il ruolo delle imprese artigiane nell’economia regionale, pur lasciando emergere differenze territoriali che richiedono attenzione – continua Meloni – la sfida, ora, è trasformare questo slancio in una crescita duratura, sostenendo la nascita di nuove imprese, la continuità delle attività esistenti e la capacità dell’artigianato di creare lavoro e mantenere vive le comunità locali”. “Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, competenze e progetti imprenditoriali che contribuiscono ogni giorno a creare lavoro e ricchezza. È un patrimonio che merita attenzione e rispetto – aggiunge – non dobbiamo, però, considerare questi risultati un punto d’arrivo: dobbiamo creare le condizioni affinché questa vitalità possa consolidarsi e tradursi in una crescita stabile e duratura”.

Il dato assume ancora più rilievo se confrontato con l’andamento nazionale. In Italia, infatti, il comparto artigiano cresce appena dello 0,11%, con un saldo di 1.401 imprese su uno stock di 1.225.910 attività. La Sardegna supera nettamente anche la media del Sud e delle Isole, ferma allo 0,18%, e quella delle altre macroaree: Nord-Ovest (+0,13%), Centro (+0,08%) e Nord-Est (+0,06%).

La crescita sarda si distingue anche per il confronto con lo stesso periodo del 2025. In dodici mesi, il tasso trimestrale dell’artigianato regionale è passato dallo 0,22% allo 0,33%, guadagnando 0,11 punti percentuali. Una progressione che va in direzione opposta rispetto a quella nazionale, dove il tasso è sceso dallo 0,15% allo 0,11%. Il Sud e le Isole, invece, hanno mantenuto invariato il proprio risultato allo 0,18%.

La dinamica positiva dell’artigianato si inserisce in un quadro regionale complessivamente favorevole. Considerando tutte le attività economiche, l’Isola conta 166.146 imprese registrate e chiude il terzo trimestre con un saldo di 475 unità e un tasso di crescita dello 0,29%, in aumento rispetto allo 0,21% dello stesso periodo del 2025. L’artigianato, dunque, cresce a un ritmo superiore a quello dell’intero sistema imprenditoriale isolano.

Il risultato sardo si contrappone anche alle difficoltà di alcune importanti aree produttive del Paese. Lombardia ed Emilia-Romagna si fermano entrambe allo 0,18%, mentre la Toscana registra una crescita contenuta dello 0,03%. Il Piemonte chiude in negativo (-0,04%), così come Veneto (-0,18%) e Marche (-0,27%).

A livello provinciale isolano, a sostenere la crescita dell’artigianato regionale sono soprattutto tre territori, tutti capaci di collocarsi tra le prime 20 province italiane per dinamismo del comparto. In percentuale, Nuoro è la prima provincia sarda per crescita con +0,40% e 15esima a livello nazionale, segue Cagliari, seconda con +0,39% e 17esima a livello nazionale, terza Sassari-Gallura con +0,33% e 18esima a livello nazionale. In leggero caro Oristano con -0,21%. In termini assoluti, Cagliari guida la graduatoria regionale in termini di nuove iscrizioni e saldo: 184 nuove imprese, 135 cessazioni e 49 attività in più. Segue Sassari, con 148 iscrizioni, 107 cessazioni e un saldo positivo di 41 imprese. Spicca anche Nuoro, che con 84 iscrizioni e 57 cessazioni registra 27 imprese artigiane in più. Tutti e tre i territori superano ampiamente la media italiana dello 0,11%, confermando il contributo determinante delle economie provinciali alla performance dell’Isola. Chiude Oristano con 29 iscrizioni a fronte di 34 cessazioni, con un saldo negativo di cinque imprese.

La classifica provinciale nazionale vede ai primi posti Caltanissetta (+1,04%), Aosta (+0,79%), Messina (+0,75%), Latina (+0,73%) e Agrigento (+0,60%). Nuoro, Cagliari e Sassari si inseriscono nella parte alta della classifica, dimostrando come la crescita dell’artigianato sardo non sia concentrata in un solo territorio, ma coinvolga tre delle quattro province considerate nei dati.

“Dobbiamo continuare a impegnarci per mettere gli imprenditori nelle condizioni di investire, assumere giovani e trasmettere competenze che spesso rappresentano il frutto di decenni di esperienza – prosegue Meloni – in questo percorso, strumenti efficaci come la Legge regionale 949 per l’artigianato hanno un ruolo fondamentale e vanno sostenuti e rafforzati”. “Alle Istituzioni continuiamo a proporre un confronto concreto e continuativo, con misure semplici, tempi certi e risorse adeguate – conclude il Presidente – non chiediamo privilegi, ma condizioni eque per fare impresa, competere e creare occupazione. Ora dobbiamo lavorare insieme perché non resti un risultato temporaneo, ma diventi una prospettiva concreta per il futuro economico e sociale dell’Isola”.