Anche ANAP Confartigianato Sardegna, con il Presidente Giovanni Mellino, sottoscrive e sostiene l’appello del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che denuncia l’assenza, nella Manovra Finanziaria Nazionale 2027, di nuovi investimenti per rafforzare l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Una mancanza che riguarda milioni di persone e che rischia di lasciare ancora una volta sulle spalle delle famiglie il peso economico, organizzativo e assistenziale della cura dei propri cari.

Il documento del Patto evidenzia una situazione che non può più essere rinviata: in Italia sono circa 10 milioni gli anziani non autosufficienti, i familiari e gli operatori coinvolti nell’assistenza in Italia. Eppure, secondo le organizzazioni aderenti, la Legge di Bilancio non prevede interventi strutturali per rispondere a questa emergenza sociale. Per avviare un primo rafforzamento del sistema sarebbero stati necessari 500 milioni di euro nel 2027, risorse che non sono state stanziate.

“Non possiamo continuare a considerare la non autosufficienza un problema privato, da affrontare esclusivamente all’interno delle famiglie – sottolinea Giovanni Mellino, Presidente di ANAP Confartigianato Sardegna – dietro ogni anziano che ha bisogno di assistenza ci sono spesso figli, coniugi e caregiver che rinunciano a tempo, lavoro e risorse economiche per garantire cure e dignità ai propri cari. Senza un investimento pubblico adeguato, questo carico diventa sempre più difficile da sostenere. La mancanza di risposte oggi significa lasciare sole le persone più fragili e chi se ne prende cura”.

Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza è nato nel 2021 come coalizione di organizzazioni della società civile con l’obiettivo di contribuire alla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e seguirne l’attuazione. Riunisce 60 organizzazioni che rappresentano una parte ampia e articolata del mondo della non autosufficienza: associazioni di anziani e pensionati, organizzazioni di familiari e caregiver, enti del Terzo settore, soggetti che erogano servizi, ordini professionali e società scientifiche. Tra queste figurano ANAP Confartigianato Persone, CNA Pensionati, FNP CISL Pensionati, ACLI, Cittadinanzattiva, Forum Nazionale del Terzo Settore, oltre ad associazioni impegnate nella tutela delle persone con patologie e strutture che operano nell’assistenza sociosanitaria. Una rete di competenze ed esperienze diverse che ha contribuito anche alla definizione dei contenuti della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, recepita nella Legge delega 33/2023.

L’appello, quindi, individua quattro priorità sulle quali intervenire: semplificare l’accesso ai sostegni per anziani e famiglie; costruire un’assistenza domiciliare capace di integrare cure sanitarie, servizi sociali e aiuto nella vita quotidiana; rafforzare l’assistenza residenziale aumentando disponibilità e qualità dei servizi; rivedere la Prestazione Universale, prevedendo importi graduati e maggiorazioni per chi sceglie servizi qualificati. Su questi punti, secondo il Patto, la Manovra non offre le risposte attese. La proroga della sperimentazione della Prestazione Universale al 2027 e l’innalzamento della soglia ISEE a 12mila euro non introducono infatti la revisione richiesta.

“Anche in Sardegna il tema dell’invecchiamento e della non autosufficienza richiede una particolare attenzione – aggiunge Mellino – occorre costruire una rete di assistenza capace di raggiungere le persone anche nei centri più piccoli e nelle comunità dell’interno, dove la distanza dai servizi può rendere ancora più complicata la vita degli anziani e dei loro familiari”. “Sostenere la non autosufficienza – conclude il Presidente di ANAP Confartigianato Sardegna – significa difendere la dignità delle persone, riconoscere il ruolo dei caregiver e garantire un sistema di welfare che non scarichi sulle famiglie responsabilità che devono essere condivise. Non servono interventi occasionali, ma risorse certe e una programmazione di lungo periodo”.