In Sardegna l’energia resta una delle voci di spesa più pesanti anche per le 740mila famiglie a causa delle crisi del Golfo che sta scaricando sui cittadini tutti gli effetti negativi.
I sardi, tra febbraio e agosto di quest’anno, hanno subìto rincari dei prezzi dei beni energetici, quali elettricità, gas e altri combustibili domestici, per 35 milioni di euro corrispondenti a una crescita cumulata del 10,3% in sei mesi.
E’ questo ciò che emerge dall’approfondimento sui costi energetici delle famiglie realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati ISTAT che verrà presentato oggi, martedì 22 settembre 2026, a Chia (Domus De Maria – Cagliari- Sardegna) durante la seconda giornata di lavori della 22° edizione della convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata da Confartigianato Imprese Sostenibili in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia.
A livello territoriale le famiglie della nuova provincia di Sassari hanno subìto 9 milioni di euro di extracosti energetici, corrispondenti a una crescita cumulata del 8,8% in sei mesi. Seguono la provincia di Cagliari con 7 milioni e una crescita dell’8,7% e la Gallura con 3 milioni e una crescita dell’8,6%. Non sono noti i dati delle altre province. Il conto totale per i 27 milioni di famiglie italiane è stato di 1,8 miliardi di euro di extracosti per una crescita registrata del 11,4%.
“I rincari dell’energia non sono soltanto una voce in più nei bilanci familiari, ma rappresentano un ulteriore freno alla capacità di spesa e, di conseguenza, ai consumi e all’economia locale – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna – e le decine di milioni di euro di extracosti sostenuti dalle famiglie sarde in pochi mesi raccontano con chiarezza la portata del problema”. “La crisi internazionale e le tensioni sui mercati energetici finiscono per scaricarsi sui cittadini e sulle imprese, alimentando incertezza e costi – continua Meloni – per questo è necessario continuare a intervenire con misure strutturali, capaci di rendere il sistema energetico più stabile e meno esposto agli shock esterni”.
L’analisi, a livello nazionale, racconta anche di una crescita cumulata dei prezzi retail dell’energia che superano nettamente l’inflazione del 2,8%: in particolare il gas a +13,5% e l’elettricità a +10,1%.
Nella classifica regionale dei rincari dell’energia tra febbraio e agosto sono le famiglie della Lombardia quelle maggiormente colpite con un aggravio complessivo di 329 milioni di euro, corrispondente a una crescita cumulata del 12,3% in sei mesi dei prezzi di questi beni energetici riferita al territorio. Seconda posizione per il Veneto, che registra una spesa aggiuntiva di 216 milioni di euro a causa di un forte aumento dei prezzi pari al 14,8%, il più intenso tra le regioni. La spesa della Sardegna è la 12esima in Italia. A livello provinciale, la classifica dell’extracosto stilata in base ai dati sui prezzi dell’energia rilevati e disponibili per 78 capoluoghi di provincia, vede in testa Roma con un esborso aggiuntivo a carico delle famiglie pari a 123 milioni di euro e un aumento dei prezzi dell’energia riferito al territorio del 9,5%. Milano segue in seconda posizione con 116 milioni di euro di rincaro e una crescita dei prezzi del 12,6%, precedendo Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni, ammontare causato da un aumento di prezzi dell’energia riferito al territorio pari al 15,5% che è il secondo più intenso dopo il + 15,6% registrato per Gorizia.
“La transizione energetica deve diventare anche un’opportunità concreta per famiglie e imprese, con più efficienza, prezzi più sostenibili e maggiore autonomia – conclude Meloni – non possiamo più limitarci a rincorrere le emergenze: serve una strategia di lungo periodo che metta l’energia al servizio della competitività e dello sviluppo della Sardegna”.
Su tale argomento Confartigianato Sardegna ha apprezzato i bandi dell’Assessorato dei Lavori Pubblici che hanno destinato incentivi per 85 milioni di euro a oltre 6mila famiglie sarde per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. La transizione ecologica diventa così uno strumento concreto di contrasto alla povertà energetica e di riduzione strutturale della spesa delle famiglie. Per l’Associazione Artigiana è ancora più apprezzabile che il programma abbia generato un importante effetto sulla filiera produttiva locale con il coinvolgimento di centinaia di imprese sarde dell’impiantistica.