Sono 143 le start up innovative della Sardegna, imprese ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita, iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico.

Sul totale delle aziende attive, 18 sono gestite da giovani under 35 (il 12,6%) mentre 21 da donne (il 14,7%).

In termini assoluti, l’Isola si piazza al quart’ultimo posto nazionale in una classifica aperta dalla Campania con 242 e chiusa dalla Valle d’Aosta con 15, contro le 12.133 registrate in tutta Italia.

Sono questi, in sintesi, i dati dell’analisi su questa tipologia di impresa realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati 2024 UnionCamere-Infocamere, Istat e Ministero del Lavoro.

L’amara sorpresa, però, arriva dal raffronto tra le imprese attive tra 2016 e il 2024; l’Isola, infatti, registra un calo netto del 5,3% sul totale delle realtà (peggior risultato italiano) e un crollo del 43,8% in quelle giovanili mentre, al contrario, una sensibile crescita (10,5%) si registra in quelle femminili. A livello nazionale, sempre nell’arco temporale 2016-2024, le start up innovative sono cresciute del 111,6%, quelle giovanili del 66,5% e le femminili del 121,2%.

A livello provinciale a Cagliari operano 70 start up innovative, di cui 8 giovanili (l’11,4%) e 10 femminili (14,3%), a Sassari-Gallura 40, di cui 7 giovanili (17,5%) e 5 femminili (12,5%), a Nuoro 24 di cui 3 giovanili (12,5%) e 6 femminili (25%) e a Oristano 9 con nessuna giovanile e nessuna femminile. A livello nazionale sono in totale 12.133 di cui 2.049 giovanili e 1.648 femminili.

Tra il 2016 e 2024, a Cagliari le start up innovative sono calate del 32% e a Sassari-Gallura del 2,4%. Al contrario sono cresciute a Nuoro del 500% (cinquecento) e a Oristano del 200% (duecento). A livello nazionale, come detto, sono cresciute del 111,6%, le giovanili del 66,5% e le femminili del 121,2%.

La frenata registrata negli ultimi 8 anni è preoccupante e da non sottovalutare perché il contributo di queste attività che studiano e sperimentano, è fondamentale affinché l’economia e l’innovazione della Sardegna tengano il passo con il resto d’Italia, d’Europa e del mondo – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna ricordiamoci inoltre che, soprattutto negli ultimi 5 anni, nonostante pandemia e complesse situazioni internazionali, le start up innovative hanno continuato la loro avventura imprenditoriale dando continuità alla rigenerazione del tessuto produttivo”. “Nonostante tutto, queste aziende dimostrano come anche nella nostra regione le idee imprenditoriali non manchino e come le nuove, e giovani, micro e piccole attività siano attente alla potenzialità del cambiamento – prosegue Meloniqueste, infatti, pur di migliorare, sono pronte a sperimentare il più possibile i propri prodotti o servizi innovando il processo produttivo, nuovi materiali, perfezionamento di strumenti già esistenti, dispositivi tecnologici avanzati. Intuizioni che possono apportare un valido contributo e garantire una maggiore competitività al sistema economico”.

Diverso il discorso relativo alle Start Up generiche; sempre nel 2024, le “vere” nuove aziende che hanno iniziato l’attività sono state 3.480 di cui il 33,3% (1.160) aperte da giovani under 35, il 28% aperte da donne e il 7,5% “aperte” da stranieri. Una startup è, infatti, un’impresa emergente, giovane e temporanea, focalizzata sullo sviluppo di un modello di business unico, replicabile e scalabile, spesso caratterizzato da forte innovazione tecnologica, con l’obiettivo di crescere rapidamente e conquistare una quota di mercato significativa. A differenza delle aziende tradizionali, le startup cercano soluzioni innovative per prodotti/servizi, sperimentano e attraggono capitali esterni (come venture capital) per finanziare l’espansione, con l’aspirazione di diventare grandi imprese consolidate.

Grazie alla loro costante attività di miglioramento, cresce la propensione a individuare soluzioni creative e l’utilizzo di nuove tecnologie – aggiunge Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Sardegnaper questo anche l’artigianato sardo contribuisce a mantenere elevata la qualità del made in Italy”. “Come Associazione Imprenditoriale stiamo presidiando tutte le opportunità che possano consentire agli imprenditori di innovare prodotti e processi produttivi – conclude il Segretariocontinuando a ribadire alla Politica Regionale come sia fondamentale proseguire l’impegno per creare le condizioni favorevoli all’innovazione e alla nascita e allo sviluppo di nuove aziende, che possano fornire un contributo rilevante alla crescita dell’economia e dell’occupazione, specie quella giovanile, favorendo la diffusione di conoscenza nel sistema imprenditoriale. Una sfida quotidiana che ha come protagonista il patrimonio intellettivo e creativo delle nostre imprese artigiane”.

A livello nazionale.

I giovani “pesano” di più al Nord, le donne più al Sud: è la geografia delle startup innovative in Italia nel 2024. Al Settentrione gli under 35 conducono il 17,2% delle startup innovative dell’area, Piemonte in testa con il 23,2%, contro il 16,9% della media nazionale e del Centro e il16,4% del Sud. Ma la mappa geografica si “capovolge” se guardiamo alla quota delle startup innovative guidate da donne nelle singole macro-ripartizioni: nel Mezzogiorno, infatti, pesano di più (15,8%), con punte del 27,5% in Molise, seguito a ruota dal Centro (15,1%) e dal Nord (11,8%).

Ma al Nord giovani e donne startupper sono più numerosi, soprattutto a Milano

In termini assoluti giovani e donne startupper restano più numerosi al Nord che detiene più della metà delle start up innovative under 35 del Paese, più precisamente 1.084 su 2.049, e oltre un terzo di quelle femminili, ovvero 745 su 1.648, oltre che il 52% del complesso di queste realtà produttive. Ma all’interno del Settentrione si evince anche una rilevante dicotomia: il Nord ovest fa da traino, con quasi il 37,3% delle startup giovanili italiane (765 unità) e con il 29,4% (485) di quelle guidate da donne, mentre il Nord est frena presentando l’incidenza più bassa d’Italia sia per quanto riguarda gli startupper under 35 (319 pari al 15,5% del totale dell’area) sia per le femminili (260 pari al 15,8% dell’area). A livello regionale, la metà di queste imprese si trova in Lombardia (568 quelle giovanili equivalenti al 27,7% del totale nazionale e 382 quelle femminili pari al 23,2%), Campania (242 quelle giovanili pari all’11,8% del totale Italia e 232 quelle femminili pari al 14,1%) e Lazio (231 quelle giovanili pari all’11,3% e 224 quelle femminili pari all’13,6%). Non sorprende dunque trovare nelle prime tre posizioni della classifica provinciale Milano (che detiene 408 startup innovative giovanili ovvero il 19,9% di quelle nazionali e 281 startup innovative femminili ovvero il 17,1% di quelle italiane), Roma (206 quelle under 35 il 10,1% e 200 quelle femminili pari al 12,1%,) e Napoli (139 quelle giovanili il 6,8% e 121 quelle femminili 7,3%).

Nel complesso, comunque, le startup innovative presentano un’incidenza dei giovani quasi doppia rispetto a quella del totale delle imprese italiane (16,9% contro l’8,4%) e una quota di imprese femminili pari a circa la metà di quella del complesso delle aziende del Paese (13,6% contro 22,7%).

Le startup innovative under 35 sono cresciute del 66,5% tra il 2016 e il 2024, ma al Meridione hanno allungato maggiormente il passo (+69,1%). Seguono il Nord 67,5% – rallentato dall’andamento del Nord est (+12,7%) – e il Centro (60,2%). A livello regionale maggiori accelerazioni si riscontrano in Valle d’Aosta che registra comunque pochissime realtà produttive (+200,0%), Campania (+184,7%) e Lombardia (+124,5%). Mentre sul piano provinciale, spiccano il volo Lecco (+500%), Sondrio (+400%) e Prato (+300%), seppur ancora una volta con numeri esegui di partenza.

Ed è ancora il Mezzogiorno ad avanzare più speditamente anche sul fronte delle startup innovative femminili con incrementi del 175,5%, a fronte del +106,3% del Centro e del + 99,7% del Nord frenato ancora una volta dal passo del Nord est (+59,5%). Boom di crescita si registrano a livello regionale in Molise (+533,3%), Campania (+337,7%) e Puglia (+203,7%). Mentre sul piano provinciale, spiccano Avellino (da 2 a 22, +1000,0%), Brindisi (+900,0%) e Como (+700,0%).

Nel Triveneto meno di una start up su 10 è donna

Il Molise è la prima regione dove il peso relativo le startup femminili sul totale di queste realtà locali si presenta maggiore (27,5%), seguito dalla Basilicata (20,6%) e dalla Calabria (18,4%). Sul fronte opposto in fondo alla classifica troviamo il Friuli-Venezia Giulia (9,4%), il Trentino-Alto Adige (10,0%) e la Liguria (10,5%). A livello provinciale meglio fanno Isernia, La Spezia e Vibo Valentia, tutte e tre con una quota pari al 33,3%, sebbene possano contare su un numero esiguo di startup innovative femminili.

Abruzzo la regione meno “giovanile”

E’ il Piemonte ad accaparrarsi l’etichetta della regione più giovanile, vantando quasi una startup innovativa giovanile su quattro (23,2%). A completare il podio Trentino Alto-Adige (21,3%) e Valle d’Aosta (20,0%). Le meno giovanili sono invece Abruzzo (11,4%), Umbria (12,3%) e Friuli-Venezia Giulia (12,4%). Infine, per quanto riguarda le province, emerge un quadro variegato, che vede Biella (33,3%), Vibo Valentia (33,3%) e Forlì-Cesena (31,9%) sul podio delle startup giovanili (sebbene tra queste solo Forlì-Cesena, con 15 startup innovative giovanili può vantare numeri assoluti rilevanti) e ben quarantacinque province con un tasso giovanile superiore alla media nazionale.